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Dall’arte medievale ai borghi storici: il viaggio in Umbria

Il viaggio di istruzione in Umbria tra tesori artistici, meraviglie architettoniche, capolavori ingegneristici e bellezze naturali.

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Il viaggio di istruzione di quest’anno ha condotto le classi terze della scuola secondaria di primo grado in Umbria, alla scoperta di luoghi che raccontano secoli di arte e storia.

Nell’arco di cinque giorni, accompagnati da guide esperte, i nostri studenti hanno potuto ammirare le narrazioni affrescate sulle pareti di antiche basiliche, la maestosità dei palazzi che hanno ospitato il potere medievale, il fascino intatto di borghi che conservano immutate le testimonianze del passato e la fragorosa bellezza di una cascata scolpita dalla mano dell’uomo oltre duemila anni fa.

L’itinerario didattico ha avuto come prima tappa la città di Assisi, con visite guidate ai luoghi più rappresentativi della spiritualità e dell’arte medievale: la Basilica di San Francesco, con i famosi cicli di affreschi di Giotto e Cimabue, la Basilica di Santa Chiara, mirabile esempio di architettura gotica umbra, la Basilica di Santa Maria degli Angeli, che fonde elementi rinascimentali e barocchi e che contiene la chiesa della Porziuncola.

Successivamente, le classi hanno visitato Perugia, città ricca di capolavori culturali e architettonici come il Palazzo dei Priori, uno degli edifici più significativi del periodo dei Comuni, simbolo del potere cittadino e sede della Galleria Nazionale dell’Umbria, che ospita capolavori di artisti come il Beato Angelico, Piero della Francesca, il Perugino e il Pinturicchio. Il viaggio è poi proseguito verso Gubbio, città che ha conservato intatto il suo aspetto medievale e che è sede di uno dei progetti edilizi più audaci del Medioevo: Palazzo Podestà, simbolo di potere, di forza e indipendenza del comune.

La tappa successiva ha condotto le classi a Spoleto, dove l’antico Teatro Romano ben conservato e le vestigia del Tempio Romano vicino all’arco di Druso testimoniano l’importanza della città in epoca romana.

L’ultima tappa del viaggio è stata la Cascata delle Marmore che, creata dai Romani nel III secolo a.c. e successivamente modificata da altri interventi ingegneristici, è un esempio di connubio tra opera umana e natura.